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rassegna stampa de Il Piccolo che ringraziamo
in fase di completamento

Il Piccolo 21/01/17
Sterilizzazione colonie feline: a disposizione 1.200 euro
CORMONS. Il Comune ha stanziato 1200 euro per il servizio di sterilizzazione e cura delle colonie feline presenti in città. A svolgerlo sarà un’esperta veterinaria cormonese a cui è stato affidato il compito appunto di visitare gli animali: in tutto secondo una recente indagine svolta da Palazzo Locatelli sono circa 200 i mici randagi presenti sul territorio cormonese, divisi nelle 23 colonie feline registrate: un numero piuttosto consistente se si fa un rapporto con la popolazione umana, perché a conti fatti si parla di circa un gatto di strada ogni 40 abitanti. Data quindi l’alta percentuale di questi amici vagabondi a quattro zampe soprattutto nel centro storico cormonese, ecco che il Comune, per una questione soprattutto di pulizia e di sanità, ha voluto intervenire. L’intervento fa parte di un progetto con cui la giunta Patat ha messo a bilancio negli ultimi due anni circa 3mila euro andati appunto alla sterilizzazione delle femmine che vivono nelle colonie ed al monitoraggio delle condizioni di vita delle centinaia di mici che non sono di proprietà di nessuno. «Negli ultimi anni i gatti presenti nelle 23 colonie registrate sul nostro territorio – aveva recentemente spiegato in merito l’assessore all’ambiente Elena Gasparin – sono aumentati di numero in modo consistente: fenomeno dovuto sia alla riproduzione incontrollata da parte degli stessi felini, sia all’abbandono di diversi esemplari avvenuto in estate: i volontari che si occupano delle colonie del monte Quarin hanno infatti registrato l’arrivo di nuovi adulti in buone condizioni, segno che purtroppo c’è stato qualche animale che è stato abbandonato». La campagna di sterilizzazione è stata dunque possibile anche grazie ai volontari che si occupano delle colonie feline: in tutto sono una cinquantina gli uomini e le donne amanti degli animali che quotidianamente si prendono cura, fornendo loro i pasti e visionando il loro stato di salute, dell’animale a quattro zampe che forse più di tutti ama l’indipendenza. (m.f.)

20 gennaio 2017
Cormons, dall’Imu arriverà un milione più introiti dalla Tari
Approvata in Consiglio comunale con i voti della maggioranza la manovra sulle entrate correnti. In lieve calo la Tasi
Un gettito Imu di poco più di un milione di euro, proprio come nel 2016. Sostanzialmente invariate anche le previsioni di introito della Tasi, che resterà attorno ai 300mila euro, 5mila euro in meno rispetto al valore introiettato lo scorso anno. Lievissimo aumento, invece, per quanto riguarda le entrate dall’addizionale Irpef: 540mila euro, poco meno di 4mila euro in più rispetto all’anno da poco concluso. Entreranno più soldi anche dalla Tari: si resta sopra il milione di euro, toccando quota 1.011.000 euro, ossia 7174,75 euro in più rispetto a prima. Invariata invece la somma relativa alla Tosap, la tassa sull’occupazione di spazi pubblici: era e resterà di 30mila euro l’introito comunale. Questi i numeri della manovra sulle entrate correnti approvata dall’assemblea consiliare con i voti della maggioranza (contrarie tutte le opposizioni): il totale fa circa 1.880.000 euro di entrate fiscali, che il Comune utilizzerà in parte anche per realizzare opere pubbliche. Su tutte quella nuova rotonda all’incrocio ex Caramel per la quale serviranno circa 400mila euro, un quarto dei quali dovrà essere messo a disposizione appunto da Palazzo Locatelli, mentre la parte più grossa sarà finanziata dalla Regione. Ma tra i lavori pubblici previsti, anche nuovi punti luce in diverse vie e il rifacimento di via Udine per quanto riguarda marciapiedi e asfaltature. Ma come nel dettaglio sono previsti gli introiti per il 2017? L’Imposta municipale propria avrà un gettito di 1.028.000 euro, proprio come nel 2016: il gettito derivante invece dalle attività di controllo e recupero Imu e Ici degli anni precedenti è stimato in circa 50 mila euro, «prudenzialmente in diminuzione rispetto alla somma stanziata nel bilancio 2016» (era di circa 87 mila euro nel 2016) come scritto nel documento relativo al bilancio di previsione. La Tasi, il tributo sui servizi indivisibili, avrà un’aliquota del 1,6 per mille con esenzione totale per Isee pari o inferiore a 9200 euro. In tutto, come detto, si prevedono 300mila euro di introito. L’addizionale Irpef invece resta a quota 0,6 per cento come aliquota: entreranno nelle casse comunali 3767 euro in più rispetto al 2016, per totali 540.000 euro. Quanto alla Tari (per la quale si prevede una previsione di recupero di quote derivanti da accertamenti passati di 2500 euro, la tariffa «è determinata sulla base della copertura integrale di costi di investimento e di esercizio

del servizio rifiuti, compresi quelli relativi alla realizzazione della discarica ad esclusione dei costi relativi ai rifiuti speciali al cui smaltimento prevedono a proprie spese i relativi produttori comprovandone il trattamento», come spiegato nella delibera di bilancio.
Matteo Femia

19 gennaio 2017
Dietrofront, il Pd boccia il bilancio
CORMONS. Potremmo chiamarla la tattica del passo avanti e dei due indietro. Certo è che ancora non è chiara la linea del Partito democratico cormonese in vista delle possibili (o meno) alleanze a pochi mesi dalle elezioni amministrative. L’ultimo spunto di discussione in materia viene infatti dato dal voto negativo dei consiglieri comunali del Pd sul bilancio di previsione, presentato l’altra sera in Consiglio comunale, e motivato con l’assenza di «un segnale, chiesto da noi già da luglio, da parte della maggioranza sul documento programmatico, visto che nei prossimi tre anni a parte l’intervento sulla casa di riposo non c’è altro» come spiega la capogruppo Patrizia Puia: il no è una atto che non potrà non incidere nell’ottica di possibili unioni elettorali, e stupisce perché di fatto è il terzo passaggio di diverso direzione in due mesi fatto dai dem cormonesi.
A novembre infatti il segretario cittadino, Luca Bigot, aveva bollato come «fuga in avanti dettata da esigenze che poco hanno a che vedere con i bisogni di Cormòns»” la candidatura a sindaco di Lucia Toros per la lista di centrosinistra Upc (al governo di Cormons), di fatto dunque bocciandola, e poi subito dopo Capodanno aveva ammorbidito la posizione nei confronti della giunta Patat evidenziando come fare amministrazione oggi sia «molto più difficile che nel passato non solo perché ci sono meno risorse a disposizione della pubblica amministrazione a fronte di complessi cambiamenti epocali ma anche perché amministrare impone di uscire dalla routine della consuetudine e spinge verso percorsi inesplorati non sempre forieri dei risultati sperati». Insomma, parole che di fatto aprivano la strada alla clamorosa ipotesi di una riconciliazione tra Upc e Pd in vista dell’appuntamento elettorale. Ora, il nuovo colpo di scena: a pochi giorni dall’uscita assolutoria di Bigot, infatti, il Partito democratico ha sonoramente bocciato il bilancio presentato dall’amministrazione Patat, votando seccamente no. Non c’è stata quindi quell’astensione che in molti, a Cormons, ipotizzavano dopo il giudizio non negativo dato da Bigot al secondo mandato dell’ex professore di italiano. Ed è una bocciatura che pesa quindi sulla possibile riappacificazione delle due anime cormonesi di centrosinistra: difficile, a questo punto, ipotizzare che Pd e Upc vadano a braccetto alle prossime elezioni dopo questo netto no al bilancio.
In politica, si sa, tutto può però essere, soprattutto con la tattica del passo avanti (il giudizio complessivo sull’amministrazione Patat) e dei due indietro (bocciatura della candidatura Toros e del bilancio di previsione) di cui sopra: non è da escludere che dopo il bastone, insomma, il Pd provi nuovamente la carta della carota per riavvicinarsi alle posizioni di Uniti per Cormons. In mezzo a tutto questo, però, ci sono gli elettori di centrosinistra, che stentano a capire fino in fondo questi tira e molla.

19 gennaio 2017
Cormons, una pietra d’inciampo ricorderà Giuseppe Pincherle
CORMONS. Doppio evento dedicato alla “Giornata della memoria 2017” sabato a Cormons. In anticipo coi tempi rispetto alla data della commorazione, qualla del 27 gennaio, Cormons dedicherà un’intera mattinata al tema delle deportazioni: in via San Giovanni 12 sarà posata una “pietra d’inciampo” – opera dell’artista tedesco Gunter Demnig, che sarà presente alla cerimonia – in memoria di Giuseppe Pincherle, cormonese vittima della follia nazifascista. Interverrà il sindaco di Cormons Luciano Patat. In sala civica alle 12 invece inaugurazione della mostra “Alla gentilezza di chi la raccoglie” che raccoglie lettere e disegni del militare carnico Giulio Cargnelutti deportato a Buchenwald. Le pietre d’inciampo sono un’opera che Demnig definisce “monumento dal basso”, e intendono ricordare le singole vittime del nazismo. Solo nell’ultimo anno oltre 60mila pietre d’inciampo sono state posate in 1100 località di 16 Paesi europei.(m.f.)

19 gennaio 2017
Un quarto dei servizi pagati dal Comune

Entrate dai proventi dei servizi pubblici 1.712.976 euro, uscite sulla stessa voce 2.295.259 euro, per un conseguente esborso pari a più di un quarto dei costi per il Comune riguardo i servizi a domanda individuale, coperti dal pagamento diretto dei cittadini per il 74,63%. Sono i numeri principali previsti per il 2017 sul capitolo riguardante casa di riposo, asilo nido, impianti sportivi, mense e trasporto scolastico, pasti a domicilio e servizi cimiteriali. Significa quindi che più del 25% delle spese riguardanti i servizi pubblici a domanda individuale saranno coperti dalla collettività: entrando nel dettaglio pubblicato nel documento riguardante il bilancio di previsione, infatti, si scopre ad esempio come il servizio più coperto dai cittadini che ne fanno domanda è la casa di riposo mentre quello più scoperto è il trasporto scolastico.
Il primo servizio infatti ha una copertura del 93,86%, il secondo solo del 7,70%: sì perché la casa di riposo costa in tutto 1.331.365 euro in un anno, cifra che viene quasi interamente pagata grazie alle entrate che sono di 1.249.606 euro, con poco più del 7% del totale che viene coperto dal Comune.
L’esatto contrario dei trasporti verso le scuole: i genitori e gli altri Comuni che usufruiscono del servizio pagano circa 10mila euro in tutto, a fronte dei 129mila euro previsti come costo totale.
Ciò significa che il Comune implementerà i restanti 119mila euro per poter permettere le corse degli scuolabus. Quanto all’asilo nido, coperta quasi la metà della spesa totale: 141.470 euro a fronte dei 296.227 euro complessivi. Ottima copertura anche sui servizi cimiteriali, la cui previsione di entrata (ma è bene sottolineare che si tratta, appunto, solo di una previsione) è addirittura superiore a quella di uscita: 68.900 euro contro 65.535.

Esposizione abbastanza ampia invece sugli impianti sportivi: 18mila euro quanto incassa il Comune, 119mila euro quanto bisogna sborsare per mantenere tutte le strutture. Infine, i pasti a domicilio: costano in tutto 65mila euro, il Comune ne deve mettere di suo 20mila.(m.f.)

Comune, in 10 anni zero assunzioni
Il sindaco di Cormons: a fare le spese di questa situazione occupazionale sono soprattutto i servizi rivolti ai cittadini
di Matteo Femia
CORMONS. Un blocco dei concorsi che dura da dieci anni, con effetti sull’occupazione avendo escluso totalmente dal mondo del lavoro pubblico i nati dagli anni Ottanta in poi. Una situazione che ha fatto precipitare il numero dei dipendenti da quota 77 agli attuali 60. È davvero un’emorragia senza fine quella del Comune di Cormons, che nell’ultimo decennio non ha visto l’assunzione a tempo indeterminato tramite concorso di nessun dipendente.
Una conseguenza dei drastici e spesso assurdi tagli alla spesa pubblica di cui le municipalità sono state le prime vittime: ma con esse, anche i servizi dati al cittadino e – fattore non secondario – un’intera generazione di potenziali lavoratori tagliata completamente fuori.
A inizio gennaio infatti ci sono stati due nuovi pensionamenti in seno al Comune di Cormons (due dipendenti andate in quiescenza rispettivamente dall’Ufficio anagrafe e dall’Ufficio commercio) ai quali si sono aggiunti due trasferimenti per mobilità di altri due lavoratori verso Monfalcone e Tarcento.
Una diminuzione secca di quattro unità, dunque, a cui ha fatto fronte un solo nuovo ingresso, sempre per mobilità, con una lavoratrice part-time nell’Ufficio anagrafe: novità che portano tutte insieme all’attuale numero di dipendenti, 60 appunto.
Erano diciassette in più quando, nel 2007, si è insediato il sindaco Luciano Patat. Da allora, nessun concorso: un piccolo grande dramma per la struttura pubblica, che non si è quindi rinnovata, non ha dato possibilità di lavoro a nuove unità, è stata inevitabilmente costretta a contrarre i servizi e ha visto aumentare notevolmente l’età media del proprio personale.
«Non a caso, non ci sono dipendenti under 35 nei nostri uffici comunali – allarga le braccia il sindaco Luciano Patat – ed è un fatto gravissimo per un ente pubblico, visto che sono proprio le nuove generazioni quelle maggiormente capaci di lavorare con le tecnologie avanzate. Dall’alto, dove si decidono queste cose, non si capisce che impedire a un ente come il nostro di assumere nuovi dipendenti significhi peggiorare la vita della comunità, dando ai cittadini meno servizi visto che il personale a disposizione è minore, e impedendo alle nuove generazioni di trovare un impiego pubblico».
«In questi miei due mandati da sindaco, coincisi con i tagli imposti dallo Stato agli enti minori – aggiunge Patat – non è stato possibile svolgere nessun concorso né quindi assumere nessuna nuova figura professionale». Nel frattempo le regole sono anche cambiate: «Ora il meccanismo è stato addirittura centralizzato a livello regionale, per cui non saremmo nemmeno più noi del Comune ad aprire un concorso, ma dovremmo rivolgerci alle liste aperte in Regione: ma visto che non possiamo superare una certa soglia di spesa per il personale, non possiamo attingere, e dobbiamo restare con il personale attualmente presente. Va da sé che ci sono sempre meno dipendenti, ma con un carico di lavoro che resta sempre uguale e che deve essere ripartito tra meno persone».
«Il caso della squadra operai è eloquente: oggi – specifica il sindaco – sono la metà di un tempo, anche meno. È chiaro che gestire in questo modo un territorio ampio come il nostro diventa difficile». Ma assumere è impossibile. E se anche si potesse, come spiegato dal primo cittadino, si andrebbe a pescare da un meccanismo di assunzione regionale: ergo, addio all’impiegato pubblico originario del Comune per il quale lavora. Un’altra figura vicina al cittadino che, con l’evoluzione dei tempi, andrà via via scomparendo del tutto o quasi.

L’opera di riqualificazione della rotonda ex Caramel
16 gennaio 2017
CORMONS. L’opera di riqualificazione della rotonda ex Caramel a Cormons finalmente diventerà realtà. Dopo quasi due mandati di attesa – fu uno dei primi punti nell’agenda del sindaco Patat dopo la sua elezione – il dado è stato, con ogni probabilità, tratto: dopo anni di sole parole, infatti, la Regione ha battuto un colpo per concretizzare l’intervento da poco più di 400mila euro. Il lavoro riguardante la messa a nuovo della rotatoria e della conseguente messa in sicurezza dello snodo viario su cui si intersecano via Friuli, via Madonnina, via Venezia Giulia e viale Roma è stato infatti inserito dall’amministrazione Serracchiani tra i progetti regionali in materia di opere pubbliche meritevoli di finanziamento. Una lista che comprende più di una quindicina di opere, tra cui appunto la rotatoria cormonese, da decenni tasto dolente della viabilità cittadina: tanti, tantissimi gli incidenti stradali registratisi in quella zona a causa proprio della poca chiarezza viaria (soprattutto per chi non è del territorio) e per l’elevata velocità con cui qualcuno tende ad affrontarla. Ora bisognerà attendere che la Regione fisicamente trasferisca i soldi nel conto del Comune: l’accordo dovrebbe prevedere una tranche da 300mila euro circa messa a disposizione da Trieste, mentre la restante parte, 100mila euro, sarà pagata dal Comune. «Attendiamo di capire quando effettivamente l’opera potrà iniziare ad essere svolta – conferma il sindaco Patat – ma intanto il posizionamento dell’intervento tra quelli in procinto di essere finanziati dalla Regione è già un grosso passo in avanti: sinora c’erano state solo promesse e nessun atto ufficiale. Stiamo parlando di un’opera pubblica su cui avevamo sensibilizzato già la precedente giunta regionale, tanto che l’allora responsabile del referato alle infrastrutture Riccardi aveva dato una disponibilità di massima della sua amministrazione ad aiutarci: poi però non se ne fece più nulla, è cambiata la guida della Regione e siamo dovuti ripartire alla carica. Ci siamo quindi mossi in base ad una nuova legge regionale che prevedeva contributi per la messa in sicurezza di viabilità pericolosa, e abbiamo presentato il nostro progetto. Siamo quindi molto soddisfatti che ci sia stata questa novità: una decina di interventi presenti in quella lista hanno già visto ricevere il finanziamento, noi non ancora ma non dovrebbe essere questione di molto tempo. L’opera è già cantierabile: in sostanza serve solo il passaggio del denaro dalle casse regionali alle nostre. Abbiamo chiesto – conclude il sindaco – un incontro all’assessore regionale alle infrastrutture Santoro per cercare di velocizzare i tempi in questione».
Matteo Femia

15 ottobre 2016
Parco dei Poeti, la Corte dei conti archivia la causa contro il Comune
La Corte dei Conti ha archiviato il procedimento nei confronti del Comune di Cormons in merito a un presunto danno erariale riguardo l’impiantistica illuminotecnica delle aree del Parco dei Poeti e dell’ex scuola Vittorino da Feltre. L’organo giuridico ha infatti concluso la pratica decidendo di non procedere nei confronti dell’ente locale sul capo del quale, dal 2012, pendeva una denuncia e una conseguente istruttoria dopo l’apertura di un fascicolo in seguito all’azione intrapresa dal candidato sindaco di allora Ettore Ribaudo. Giovedì scorso la pratica è stata quindi archiviata. «Nessun danno erariale è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti – commenta il sindaco Luciano Patat – e questo sottolinea la correttezza del procedimento e del comportamento professionale da parte dei nostri dipendenti. L’istruttoria è stata articolata e complessa a fronte di reiterate denunce avanzate nel tempo: l’archiviazione solleva finalmente il nostro personale da qualsiasi responsabilità, e ne siamo davvero contenti perché in questi anni per chi ne era stato coinvolto c’era una spada di Damocle che pendeva sul suo capo, e posso assicurare che non sia cosa semplice da un punto di vista psicologico operare in questo modo, pur sapendo di avere la coscienza assolutamente a posto». Il primo cittadino infine rincara la dose: «Il danno procurato è stato di tipo psicologico: è stato solo fatto perdere un sacco di tempo e di denaro in scartoffie e procedure da parte di chi voleva colpire politicamente il sottoscritto, e però così facendo ha tirato in ballo dei dipendenti comunali, cosa che non trovo affatto giusta».

12 gennaio 2017
A Cormons e Mariano la vigilanza urbana e il commercio
Nuovo rinvio sull’ingresso di polizia municipale e commercio nell’Uti, ma l’assemblea dei sindaci ha impresso un’accelerata sul tema: l’incarico di armonizzare i due settori all’interno della neonata unione intercomunale è stato affidato ai primi cittadini di Cormons e di Mariano Luciano Patat e Cristina Visintin. Questa la decisione presa dall’ultima seduta dei sindaci, che hanno voluto in questo modo cercare di velocizzare i tempi di approdo nel concreto di una riforma che tarda a diventare pienamente realtà. Già dallo scorso 1 gennaio infatti, secondo quanto stabilito in precedenza, vigili urbani e commercio avrebbero dovuto entrare, così come i servizi d’ambito (quelli sì, partiti), all’interno della sfera di competenza dell’Uti. Ma la lentezza della burocrazia e una difficoltà da parte dei sindaci di trovare una quadra sull’argomento ha portato a un rinvio, con l’obiettivo però di far sì che i due settori entrino in Uti entro metà anno: «Anche prima se possibile – spiega il sindaco Luciano Patat – la decisione di affidare al sottoscritto la questione polizia municipale e alla collega Visintin di Mariano quella relativa al commercio va proprio in questa direzione: far sì che il traguardo sia tagliato nei tempi più rapidi possibile». Non sarà però semplicissimo: i due sindaci dovranno muoversi tra le maglie amministrative e le differenze presenti tra i vari Comuni sulla gestione dei due settori: «In tutta l’Uti solamente a Cormons la Polizia municipale non svolge anche compiti amministrativi relativi al commercio – continua Patat -: da noi infatti c’è un ufficio apposito che si occupa di queste pratiche, mentre nelle municipalità non è così: si tratterà insomma di trovare insieme il modo di individuare il personale che andrà ad occuparsi all’interno dell’Uti di questi due settori specifici con l’obiettivo appunto di trovare una quadra nei tempi più rapidi possibile. La riforma deve ora poter entrare finalmente nel vivo». Nel corso dell’ultima assemblea inoltre è stata approvata una bozza di modifica dello Statuto che riguarda l’inserimento anche della lingua slovena nelle documentazioni e come idioma ufficiale dell’Unione.

06 gennaio 2017
Il Pd promuove Patat Felcaro: insufficienza piena
CORMONS. «Una premessa è doverosa: fare amministrazione un Comune oggi è molto più difficile che in passato». Il segretario cittaidno del Pd di Cormons, Luca Bigot, lo dice come premessa del commento sui dieci anni di gestione Patat: certamente il giudizio non è quindi ostile, e viene diviso con ragionamenti differenti sui due quinquenni di amministrazione targata Uniti per Cormons. «I primi 5 anni sono, solitamente, un rodaggio per prendere confidenza con la macchina comunale e amministrativa e testare la tenuta della maggioranza; infatti abbiamo assistito a più rimpasti di giunta e sostituzioni di segretari comunali a cavallo di due mandati che non negli ultimi 30 anni. Giusto dividere in due l’analisi del decennio a seconda dei mandati. Amministrare oggi è molto più arduo che un tempo non solo perché ci sono meno risorse, ma anche perchéfarlo impone di uscire dalla routine e spingersi verso percorsi inesplorati non sempre forieri dei risultati sperati». «In questo aspetto il ruolo vigile del Partito democratico in Consiglio comunale – prosegue Bigot – è stato determinante e ha scongiurato, ad esempio, di prendere la strada della privatizzazione della casa di riposo».
Sui due mandati Bigot dice: «Nel primo è un bene che la nuova amministrazione da subito si sia resa conto che non era possibile azzerare tutto quanto fatto in precedenza, ma il Comune si è voluto sostituire nella promozione culturale alle associazioni, svilendo così il ruolo di tante di esse nate proprio per questo. In quest’ultimo mandato però già si registra un cambiamento di rotta nel ricucire un rapporto con le associazioni stesse: in questi ultimi cinque anni l’impegno è stato principalmente profuso sulla partita dell’ex caserma Amadio; pur condividendo la battaglia contro il consumo del suolo, è impensabile che sulle spalle del Comune gravi la riconversione di tutto il lascito dell’arretramento della presenza dello Stato sul territorio (caserme dismesse, università, ex pretura, ex catasto) anche perché è un processo che è destinato ad andare avanti ma bisogna dire chiaramente ai cittadini dove tirare fuori i soldi per mantenere questi patrimoni pubblici, se aumentando le tasse o tagliando i servizi. «Le tasse rimarranno invariate per il 2017, ma quali servizi subiranno una contrazione di spesa».
Più tranchant, ovviamente, il giudizio del candidato sindaco di Direzione Cormons, Roberto Felcaro: «Magro bottino quello descritto dal sindaco uscente. In altre parole, gran parte delle opere promesse da questa amministrazione sono rimaste nelle idee o comunque incompiute per causa sempre di fattori esterni, a volte per colpa della regione, a volte per colpa dell’Università di Udine, a volte per colpa della burocrazia. La verità è che in dieci anni a Cormons si è gestita l’ordinaria amministrazione, e non sempre bene. Per rilanciare l’ex Università, quali progetti sono stati presentati? Quali sono state, negli ultimi due anni, le richieste di chiarimento per trovare le giuste soluzioni alla problematica della discarica di Pecol dei Lupi? Quando e come si procederà ad esempio a illuminare adeguatamente il Giardino della Pace? Senza dimenticare le problematiche del turismo (vedasi caso Ufficio Pro loco), del commercio, del mondo agricolo, della manutenzione delle strade».

05 gennaio 2017
«Pecol dei Lupi? Tempi lunghi per ottenere il risarcimento»
CORMONS. C’è anche un’altra questione che – oltre a casa di riposo ed ex Enologia – l’amministrazione Patat difficilmente vedrà risolta prima della conclusione di questi dieci anni di mandato. È quella della discarica di Pecol dei Lupi, dove una guerra a furia di carte bollate, tribunali e burocrazia rende impossibile l’avvio del tanto agognato post-mortem a sette anni ormai dalla chiusura effettiva del sito. «Almeno non si sentono più odori e l’inquinamento minimo di Pecol è stato del tutto debellato – allarga le braccia il sindaco Patat – ma resta aperta la questione della dismissione dell’area: i cittadini, attraverso Isa Ambiente, pagano ogni anno 600mila euro per mantenere in sicurezza la discarica, cifra che potrebbe essere risparmiata se il processo di post-mortem, per il quale sono già stati accantonati 30 milioni di euro, potesse finalmente partire. Ma il parere favorevole dato dal Consiglio di Stato al curatore fallimentare della società che un tempo deteneva parte del sito porta di conseguenza ad un allungamento dei tempi in tal senso, con la Regione che si è vista recapitare una richiesta di risarcimento danni di decine di milioni di euro. Da quanto ci è stato fatto sapere però la Regione stessa ha votato una proposta con un indennizzo di 200mila euro e l’ immediato esproprio dell’area: in quel modo si dovrebbe quindi arrivare alla fase finale. E una volta chiuso il contenzioso come Comune otterremo da Isa anche i 50 mila euro concordati come risarcimento per aver sopportato la discarica sul nostro territorio: una cifra frutto di una sottrazione tra alcune somme di dare e avere gli uni con gli altri che noi e l’ente gestore avevamo in ballo da tempo». (m.f.)

04 gennaio 2017
Cormons congela tariffe, tasse e Irpef
CORMONS. Il bilancio di previsione sarà approvato il prossimo 16 gennaio e non prevede per il 2017 alcun aumento di tariffe o aliquote. È il record, se così si può chiamare, di dieci anni di amministrazione Patat: mai la documentazione finanziaria per l’anno in corso era stata portata all’attenzione del Consiglio comunale così presto. «Il motivo è dato dal fatto che la Regione ha messo in campo un’ottima legge, dando per la prima volta la possibilità ai Comuni di avere in mano un programma triennale di finanziamenti: in questo modo sapevamo già prima di Capodanno come poterci muovere nell’anno nuovo», spiega il sindaco Luciano Patat. E, al fatto che il bilancio ottenga l’ok in tempi così rapidi (lo scorso anno, per dare un’idea, il documento era stato portato in assise civica ad aprile) l’amministrazione comunale cala l’altro asso di una campagna elettorale che, inevitabilmente, si giocherà anche su queste piccole, ma importanti decisioni. «Non aumenteremo nemmeno di una virgola alcun costo di servizi, tariffe e tasse», annuncia Patat. Che aggiunge anche una battuta: «Cinque anni fa alla vigilia delle elezioni eravamo stati contestati dall’opposizione per aver lievemente innalzato i parametri di alcune tariffe ma al momento del voto i cittadini ci hanno dato ragione: oggi addirittura manteniamo tutto sui medesimi valori dello scorso anno, quindi non ci sarà nemmeno motivo di polemizzare da parte della minoranza». Ma quali sono i numeri che porterà in aula la maggioranza lunedì 16 gennaio? Le cifre del 2016 parlano ad esempio di conferma dell’esenzione del pagamento dell’addizionale Irpef per i redditi inferiori a 15mila euro annui, mentre per coloro che hanno un reddito Isee inferiore ai 9200 euro ci sarà anche l’esenzione della Tasi, così come non ci saranno maggiorazioni sulle richieste relative a servizi come mense comunali (casa di riposo) e refezione e trasporti scolastici. Se effettivamente i valori dello scorso anno saranno confermati, il Comune manterrà l’addizionale Irpef allo 0.6 per mille, misura attuata già nel 2015 per coprire le necessità di bilancio causate da minori trasferimenti dallo Stato: la quota era stata infatti alzata infatti dallo 0,4 per mille del 2014 proprio per far fronte alle mancate coperture da Roma. Per quanto riguarda invece le aliquote, nel 2016 la Tasi era all’1,6 per mille sull’abitazione principale e relative pertinenze classificata nel gruppo catastale “A” e relative pertinenze; all’1,0 per mille per i fabbricati rurali a uso strumentale dell’attività agricola sia in categoria D/10 oppure classificati in altre categorie catastali con annotazione di ruralità; all’1,2 per mille per gli immobili di categoria catastale C/1 e per gli immobili del gruppo catastale “D” immobili produttivi all’1,6 per mille infine per tutte le altre tipologie di fabbricati e per le aree edificabili.

03 gennaio 2017
Il Capodanno a Cormons caso politico
CORMONS. «Che dire… soldi spesi beni! E non spingete!!! Calmi. Non accalcatevi. Eddai. Abbiamo speso solo 9000 piotte. Famo er botto!!! Daje». Il capogruppo di Forza Italia, Massimo Falato usa ironicamente il romanesco per contestare il Capodanno in piazza 24 Maggio a Cormons, ma non la pensano come lui amministrazione comunale e soprattutto gli operatori commerciali dell’area dove si è svolto il veglione di San Silvestro.
«Scrivete pure che sono stra-soddisfatta dell’evento – ci racconta Daria Brajnik, titolare del bar Rullo che si affaccia proprio su piazza 24 Maggio -: nella notte di Capodanno noi abbiamo lavorato come mai negli scorsi anni. C’era tanta gente in occasione del concerto prima della mezzanotte. Poi chiaramente dopo il brindisi in molti se ne sono andati, ma ci sta: faceva molto freddo e quest’anno non c’era il tendone riscaldato in piazza come in passato. Noi comunque siamo molto contenti, c’era molto movimento di clientela quella sera». Parole che faranno sicuramente contenta l’amministrazione comunale: «I locali hanno lavorato molto bene, si vedeva che erano pieni – commenta infatti il sindaco, Luciano Patat – e questo sicuramente è un buon segno: non ci vedo nulla di strano che dopo la mezzanotte in molti abbiano deciso di tornare a casa anche perché la maggior parte dei presenti erano famiglie con bambini che giustamente a una certa ora dopo il brindisi hanno fatto ritorno nelle proprie case». Di tutt’altro avviso, come detto, l’opposizione: è clima da campagna elettorale insomma già a partire dal tema Capodanno. Il più critico è appunto il consigliere di Forza Italia Falato, che ha pubblicato sulla propria pagina facebook una foto che ha fatto molto discutere: si vede la piazza semivuota, con solo alcune decine di persone intente a bere un bicchiere. Da qui quegli ironici “Non spingete” e “Non accalcatevi”: «Le foto sono state scattate poco dopo le 22.30 – racconta – e descrivono meglio di mille parole il clima che si è respirato quest’anno. Sono stati spesi dal Comune a favore dell’associazione che ha organizzato i festeggiamenti (il Circolo Eventualmente, ndr) ben 9mila euro per gli eventi di questo periodo». «Tra questi – conclude ancora in modo sferzante – anche il mega festoso Capodanno esaltante e fantasmagorico che si può ammirare dall’immagine. Chiederemo in Consiglio comunale tutte le fatture spese in merito: non siamo contenti di come sono stati spesi i soldi pubblici».
C’è però divisione sull’argomento: in molti sottolineano come alla mezzanotte, il momento ovviamente clou della serata, ci fosse molta gente in piazza, e le parole di chi ha un bar nella zona testimoniano appunto della soddisfazione anche degli operatori commerciali. Dall’altro lato però c’è anche chi dice appunto come prima e dopo il brindisi la piazza non fosse piena. Questione di punti di vista, evidentemente.

28 dicembre 2016
Cormons, nuovi contributi ai sodalizi per iniziative turistiche e ricreative
È arrivata proprio all’antivigilia di Natale l’ultima sfornata di contributi da parte del Comune di Cormons alle associazioni del territorio per attività meritorie di promozione turistica e ricreativa. Sono quasi 6mila gli euro che in tutto sono stati dati a cinque sodalizi locali, e che si sommano quindi ai 42mila già stanziati nelle scorse settimane. Nel dettaglio in quest’ultimo caso a essere destinatari di un finanziamento comunale sono stati: la Società Cormonese Austria, che ha ottenuto 200 euro per coprire parte delle spese di allestimento della mostra “Francesco Giuseppe Imperatore e Re, 1830-1916”; l’associazione Centro chitarristico Mauro Giuliani di Gorizia che ha ricevuto 1700 euro per lo svolgimento del Festival Internazionale di chitarra “Mercatali”; l’associazione Adrenalinika di Trieste che ha organizzato la Mitteleuropean Race e ha potuto beneficiare di 1000 euro; l’Asd Maratona Città del Vino di Buttrio per la quarta edizione dell’EcoMaratona del Collio, capace di richiamare lo scorso aprile migliaia di partecipanti e visitatori da tutta Italia e anche dall’estero e per la quale sono stati stanziati 2500 euro; all’Associazione del Fante di Cormons per il progetto di recinzione del monumento nel piazzale dell’ex caserma Amadio, alla quale sono andati 500 euro. Il totale di quest’ultimo erogazione di contributi concessi dall’amministrazione Patat è quindi di 5900 euro. (m.f.)

28 dicembre 2016
Turismo, nuovi cartelli a Cormons
CORMONS. Sono esattamente ventitré le nuove bacheche turistiche in procinto di essere installate dal Comune di Cormons in tutto il territorio comunale. Si tratta di veri e propri depliant informativi in formato gigante sui siti dinanzi ai quali saranno posizionati: ognuna conterrà notizie storiche riguardanti la struttura. La spesa per l’allestimento si aggira attorno ai 20mila euro: assieme alle vetrine saranno realizzati anche nuovi cartelli indicatori che possano indirizzare i turisti verso i luoghi di maggior rilievo architettonico, artistico e storico della città. Ma quali sono i siti che verranno interessati dalla presenza di bacheche turistiche? Ville, chiese, anche l’area dell’ex caserma Amadio. Eccole in dettaglio: il borgo rurale di Monticello, sorto attorno al Settecento che ha nel lungo viale alberato la sua peculiarità più affascinante, la casa del Plef Antighe, di origine seicentesca, Villa Italia in borgo Frati, Villa Bassi che durante la Grande Guerra ospitò l’esercito italiano, il Teatro Comunale inaugurato nel 1846, la caserma Giovanni Amadio, intitolata al sottotenente deceduto in un’azione bellica nel 1917, la chiesa di San Mauro risalente con ogni probabilità al Quattrocento, le due chiese di Santa Fosca a Borgnano, quella nuova edificata nel 1825 e quella vecchia risalente anch’essa al Quattrocento, la chiesa di San Rocco consacrata nel 1586, quella di Santo Stefano Protomartire pure realizzata circa seicento anni fa, il borgo rurale di Brazzano ai piedi del colle San Giorgio, le cui origini sono probabilmente longobarde, così come quelle del borgo di Giassico, anch’esso valorizzato da una bacheca. Ma ci sono anche il borgo di Borgnano, la cui prima citazione storica risale al 1297, e quello di San Rocco in prossimità del torrente Judrio. Ci sono poi anche l’ex Filanda di Brazzano, la chiesa di San Leopoldo, quella di San Quirino, il palazzo Waiz Del Mestri, Palazzo Taccò, Palazzo Del Mestri-Devetag, il nucleo storico ebraico e l’ex Filanda di Cormons. “In questo modo saranno valorizzati siti di grande importanza storica per la nostra città e non solo – spiega il sindaco Luciano Patat – come chiese, ville, borghi caratteristici che potranno essere scoperti e conosciuti dai visitatori. Le bacheche si aggiungono a quelle già esistenti in centro città: in tutto ce ne saranno quindi una trentina a garantire maggior visibilità turistica a Cormons ed alle sue frazioni”. L’unico neo in questa sicuramente lodevole iniziativa? L’assenza tra i luoghi valorizzati da una spiegazione storica di quello che è il simbolo cormonese per eccellenza: la statua di Massimiliano in largo Scrosoppi. Una targhetta esplicativa di quello che il manufatto rappresenta e che ricordi le sue peripezie in quest’ultimo secolo sarebbe una buona idea, unita ad una miglior illuminazione notturna del sito

23 dicembre 2016
Cormons, sotto l’albero 42mila euro alle associazioni
CORMONS. Altri 15 mila euro di contributi a otto associazioni, dopo i 27 mila elargiti già nelle scorse settimane ad altri otto sodalizi. Il totale degli aiuti sotto l’albero di Natale da parte dell’amministrazione comunale tocca quindi 42 mila euro: una cifra ragguardevole che può permettere a diverse realtà di coprire parte delle spese sostenute in questo 2016 per le proprie attività. La quota più ragguardevole di quest’ultima tranche pre-natalizia è stata data dall’amministrazione comunale alla Pro Loco per coprire parte delle spese sostenute per l’ultima edizione della Rievocazione Storica: 5300 euro. Cospicua anche la cifra riservata all’associazione CulturaGlobale per lo svolgimento della manifestazione Dialoghi, svoltasi nello scorso ottobre nella sua prima edizione con ospiti di assoluto valore internazionale come la giornalista inviata di guerra della Rai Lucia Goracci – impegnata sui fronti di Siria, Turchia e Iraq anche nelle scorse settimane – e la studiosa Marina Calculli, esperta di questioni mediorientali e di politica americana. Importante anche il sostegno (2000 euro) fornito all’associazione Ukkosen Teatteri, una cui branchia da anni ormai ha messo in piedi quella splendida iniziativa che risponde al nome di Tocs di Cormons e che nel tempo ha realizzato diverse esposizioni pubbliche, di cui due permanenti tra piazza XXIV Maggio e via Cancelleria Vecchia, di immagini storiche della cittadina cormonese. In questi giorni inoltre i volontari di Tocs di Cormons hanno realizzato un suggestivo presepe che abbellisce l’area del parco della fontana del Faet. Il Comune ha inoltre aiutato anche l’associazione Fulcherio Ungrispach, che da anni si batte a favore della salvaguardia delle tradizioni storiche locali e del mantenimento in ordine dell’area del monte Quarin: per il sodalizio del presidente Gianni Felcaro sono stati stanziati 1700 euro. Alla Società Cormonese Austria, invece, sono andati 1000 euro: meritoria anche l’attività della realtà guidata da Giovanni Battista Panzera, che in queste settimane sta allestendo l’ennesima mostra di quest’anno solare negli spazi della propria sede di via Matteotti, dal titolo “Collio, soldati tra vitigni e ciliegi” dedicata alla presenza dei militari in quest’area durante la Grande Guerra. Rientrano in questi finanziamenti prenatalizi anche gli 800 euro dati all’associazione Collio Bike Team ed i 600 euro forniti all’associazione El Condor per coprire parte dei costi sostenuti per l’ultima edizione della Festa dell’Uva. Infine 300 euro sono andati al sostegno delle attività del gruppo alpini Ana. Quote che si sommano, come detto, ad altri contributi elargiti nelle scorse settimane: tra questi ricordiamo i 2500 euro dati dall’amministrazione comunale all’associazione di commercianti Cuormons nonostante le aspre polemiche che hanno diviso i due fronti negli ultimi mesi sulla questione-viabilità in via Friuli.

21 dicembre 2016
Scatta la zona 30 nei comuni del Collio
CORMONS. “Slow Collio” era uno slogan della Provincia per pubblicizzare turisticamente la tranquillità dei ritmi nelle suggestive atmosfere delle colline locali. Ora, slow l’area lo sarà veramente: Cormons, Capriva, San Lorenzo e Medea infatti si sono visti riconoscere un finanziamento regionale per il cosiddetto “Progetto zone 30” nelle quattro comunità, ossia una serie di interventi di riqualificazione viaria che avranno come minimo comun denominatore l’impossibilità per i guidatori di superare con le proprie vetture i 30 chilometri orari nei centri storici. L’intervento riguarderà, oltre al posizionamento di apposita segnaletica stradale, anche modifiche pratiche sulla viabilità: «In viale Roma, ad esempio, interromperemo si spera in modo definitivo questa scorretta pratica di pigiare sull’acceleratore posizionando delle strettoie che costringeranno i novelli piloti di Formula Uno a desistere e a correre a non più di 30 all’ora – conferma il sindaco Luciano Patat – la strada, per la sua conformità di arteria lunga e trafficata, da sempre è soggetta alle scorribande di chi esagera con il volante tra le mani. Ma nel Progetto zone 30 non ci sarà solo il centro storico di Cormons ad essere interessato, almeno per quanto riguarda la nostra cittadina: anche nella frazione di Brazzano ad esempio sarà ugualmente vietato andare oltre i 30 orari».
Quali sono i fondi a disposizione di Cormons e delle altre tre comunità coinvolte nel progetto? La Regione mette a disposizione rispettivamente 24.958,97 euro per il Comune di Cormons (che contribuirà a sua volta con 11.231,53 euro), 25.025,61 euro per Capriva (che di suo metterà 11.261,54 euro), 25.009,23 euro per Medea (11.254,15 di fondi comunali), 25.006,19 euro per San Lorenzo (qui l’impegno municipale sarà di 11.252,78 euro). In totale dunque la Regione stanzierà circa 100mila euro, ed i Comuni altri 45mila euro. L’obiettivo è quello di garantire un centro storico maggiormente a misura di pedone e ciclista, e che non lascia il fianco aperto nei confronti di novelli Hamilton che scambiano le vie dei centri storici per piste di automobilismo. Il progetto zone 30 rientra per tutti i quattro Comuni interessati nel programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019, nel quale il Comune di Cormons ha inserito anche lavori di straordinaria manutenzione sul selciato stradale in via Novarie per complessivi 56mila euro, lavori di straordinaria manutenzione e realizzazione di nuovi punti luce in diverse vie della città (Parini, Risorgimento e altre ancora) per totali 58mila euro, la riqualificazione di Palazzo Locatelli grazie ad un finanziamento regionale di 1.161.495 euro ed
infine la realizzazione di un tratto di marciapiede lungo via Isonzo, che costerà poco meno di 84mila euro. Il tutto in attesa che la Regione stanzi i 350mila euro necessari alla realizzazione di lavori di adeguamento nei locali del terzo e quarto piano della casa di riposo.

17 dicembre 2016
I 15 richiedenti asilo badanti a Cormons
CORMONS. I richiedenti asilo cormonesi ricambiano l’ospitalità svolgendo volontariato in casa di riposo e a supporto della Misericordia aiutando a spingere le carrozzine di anziani e persone con disabilità. È una delle peculiarità che rendono del tutto unica in regione l’accoglienza diffusa cormonese: il successo dell’iniziativa («i nonni della Cjase sono contenti di essere aiutati dai migranti, i quali a loro volta sono felici di collaborare a farli stare meglio» ha detto Gianni Barbera dell’Ics, l’ente che gestisce il progetto di accoglienza con 15 richiedenti asilo ospitati in città) è uno degli aspetti che sono stati maggiormente sottolineati nel corso dell’incontro dell’altra sera promosso dall’associazione 4704 e intitolata “Raccontare l’accoglienza”. Come relatori si sono susseguiti gli operatori di diverse realtà attive nel campo dell’assistenza agli immigrati, ma anche artisti che hanno fatto del volontariato a favore delle popolazioni sfuggite da guerre e persecuzioni.
Lo spaccato che ne esce è quello di una società che, proprio partendo dai piccoli esempi positivi come quello cormonese, deve entrare nell’ottica che «quella che stiamo vivendo non è un’emergenza, ma un cambiamento epocale in atto che necessita essere affrontato con risposte strutturali come appunto l’accoglienza diffusa» ha spiegato Gianfranco Schiavone, presidente Ics. «Il sistema di protezione in Italia va accresciuto: esiste solo in minima parte. Ogni Comune in Italia – ha aggiunto – dovrà capire che deve farsi carico, con parametri ovviamente da discutere ma in relazione alla propria popolazione, di un sistema di supporto ai profughi. Il contesto internazionale è drammatico: ci sono attualmente 35 conflitti mondiali in atto, e sfido chiunque a citarne almeno la metà. Molti di essi toccano indirettamente noi europei, perché è verso la nostra zona che cercano poi rifugio. E dobbiamo quindi attrezzarci in tal senso. L’esperienza di Cormons in piccolo e quella di Trieste più in grande sono esempi assolutamente positivi in questo senso: peccato che permanga anche sul territorio isontino una tenacissima resistenza di altre amministrazioni comunali non altrettanto sensibili sul tema».
Marco Peronio, direttore del Consorzio Mosaico, ha usato quest’efficace metafora: «Non è vero che nell’accoglienza non ci sono problemi, ma è il disegno più grande che va guardato. È un po’ come quando ti nasce un figlio: non è vero che non ti crea disagi, tra notti in bianco e preoccupazioni, ma a queste cose ci vai oltre perché è l’insieme più ampio che ti dà tantissimo. Accogliere è proprio questo: superare le criticità per condividere culture diverse e regalare un sorriso a chi aveva sofferto».

16 dicembre 2016
«Sosta gratis sempre basta lamentarsi»
CORMONS. Se a Gorizia per favorire il commercio cittadino il Comune ha deciso di rendere gratuiti i parcheggi nelle giornate del 23 e del 24 dicembre, a Cormons per scelta precisa dell’amministrazione comunale, i posteggi non sono a pagamento uttto l’anno e sono sovrabbondanti di 400 unità rispetto alle previsioni di legge. Come dire: cittadini e negozianti lo ricordino bene. La giunta Patat torna sulla querelle contro l’associazione Cuormons per la questione via Friuli facendo una comparazione tra la situazione dei posti auto cormonesi e quelli del capoluogo provinciale proprio in parallelo alla notizia pubblicata ieri della decisione dell’amministrazione Romoli di mettere a disposizione gratis i parcheggi blu goriziani per i due giorni di vigilia del Natale, in modo da incentivare il commercio cittadino. E l’amministrazione Patat coglie la palla al volo: «Visto il continuo, a volte estenuante e poco veritiero dibattito sul tema della cancellazione delle iniziative natalizie da parte dei commercianti, sostituite in tempi brevissimi da quelle proposte dal Comune in collaborazione con altre associazioni, vogliamo sottolineare alcune cose importanti: innanzitutto come sia stato assegnato l’incarico a un professionista per la redazione del Piano urbano del traffico. In considerazione dell’importanza delle tematiche, si ritiene fondamentale un procedimento partecipativo attraverso una sorta di Agenda 21, con tutti i cittadini e i portatori di interesse. Le decisioni non vengono calate dall’alto, ma condivise con tutti e soprattutto, deve essere il frutto dell’interesse pubblico prevalente». «Inoltre – sottolinea la giunta – non è in atto alcuna pedonalizzazione: le decisioni verranno prese con i cittadini e nell’interesse pubblico. Da ciò consegue che non si parla della chiusura di via Friuli, né ora né fra cinque o sei mesi perché trattasi di una scelta importante che deve essere ampiamente condivisa da tutti i cittadini. In secondo luogo ricordiamo che il Comune di Cormòns, in qualità di capofila di un gruppo di Comuni, è stato finanziato dalla Regione per il progetto 30 Km/h, progetto volto a garantire ulteriormente la sicurezza della circolazione viaria di tutti i soggetti, dalle persone diversamente abili, ai pedoni, agli utenti in bicicletta e agli utenti in autovetture». In terzo luogo la giunta Patat ribadisce «che nella richiesta di contributi annuale alla Camera di commercio abbiamo previsto anche le iniziative natalizie: tali contributi ricevuti non hanno destinatari espressi». Infine, appunto, l’amministrazione comunale evidenzia come a differenza di Gorizia «i parcheggi a Cormons siano gratuiti sempre e anche sovrabbondanti rispetto alle previsioni di legge. Siamo sempre stati aperti al dialogo».(m.f.)

16 dicembre 2016
Dal Comune di Cormons 12mila euro a quattro sodalizi
CORMONS. Aiuti economici alle associazioni del territorio per complessivi 12mila euro. È il regalo di Natale che si sono visti recapitare sotto l’albero quattro sodalizi locali dall’amministrazione comunale come “contributi finanziari ordinari per l’anno 2016”: somma che si aggiunge ai 15mila euro che lo scorso mese il Comune ha elargito ad altre associazioni comunali. Nel caso dei 12mila euro, l’importo sarà così distribuiti: 2500 euro all’associazione di commercianti Cuormons (nonostante quindi tutte le polemiche che in queste settimane stanno contrapponendo proprio il sodalizio di esercenti all’amministrazione Patat sulla querelle parcheggi in via Friuli), 3000 euro all’associazione CulturaGlobale, 1500 euro all’associazione Ric per lo svolgimento del Grest parrocchiale estivo e 5000 euro alla Banda Città di Cormons per le sue attività meritorie nel campo della promozione della musica soprattutto tra i più giovani. Oltre a questi 12mila euro (e ai 15 mila precedentemente citati) bisogna aggiungere anche i 9mila euro che il Comune si riprenderà dopo il mancato svolgimento delle iniziative natalizie da parte di Cuormons e che girerà alle associazioni che invece organizzeranno degli eventi nel corso di questo ultimo mese dell’anno a Cormons. (m.f.)

11 dicembre 2016
Ampliamento enoteca il Collio spiazza i “soci”
CORMONS. Modificare il progetto di ampliamento dell’Enoteca allargandola all’attuale Museo del territorio, evitando così la costruzione di una nuova struttura all’interno dei Giardini di Palazzo Locatelli; scelta che determinerebbe lo spostamento degli spazi museali. È la novità che emerge sul fronte della realizzazione dell’Enoteca di respiro regionale, un progetto sul quale da tempo sono coinvolti diverse realtà pubbliche: Regione e Camera di commercio innanzitutto, ossia gli attori che metteranno in campo i 700mila euro necessari all’ingrandimento dell’Enoteca stessa, ma anche Comune, soci della cooperativa di viticoltori e Consorzio Collio. Ed è proprio dall’ente guidato dal presidente Robert Princic che arriva la proposta di cambiare percorso per l’ampliamento: un obiettivo che può essere raggiunto non costruendo una nuova struttura accanto all’Enoteca nei Giardini interni del Comune, bensì allargando il raggio d’azione all’attuale Museo del territorio intitolato all’ex vicesindaco Alessandro Pesaola e di proprietà municipale, come gli spazi dove attualmente si trova l’Enoteca. Un’idea che però al momento non piace granché al Comune, e si prospetta quindi un ragionamento tra le parti per trovare un punto d’intesa sulla questione. «La proposta del Consorzio nasce dalla possibilità di limitare l’impatto sotto il profilo economico (allargare l’Enoteca al Museo costerebbe meno della metà dei 700 mila euro preventivati, ndr) e reinvestire così la cifra risparmiata in promozione turistica non solo dell’Enoteca stessa, ma dell’intero territorio tutto – spiega Princic – ma non solo: in un momento in cui sull’intera area del Collio c’è un’abbondanza di strutture. Siamo favorevoli all’ottimizzazione degli spazi e delle risorse, ma sia ben chiaro: il tutto in un’ottica di condivisione, non vogliamo certo né imporre niente a nessuno né tanto meno aprire fronti polemici sull’argomento. La nostra è una semplice proposta». Dall’altro lato però l’amministrazione comunale frena: «Fermo restando che siamo favorevoli al progetto già presentato di realizzazione di una nuova struttura nei Giardini del Comune, per ogni altra proposta possiamo parlarne e prendere in considerazione tutte le ipotesi – argomenta la vicesindaco Lucia Toros – ma dobbiamo anche tener conto di altri fattori. Innanzitutto quello riguardante l’utilizzo di uno spazio pubblico comunale a favore di una cooperativa privata. Non dobbiamo poi dimenticare che bisognerebbe trovare degli spazi nuovi per il Museo, cosa tutt’altro che semplice: e per noi il sito attuale è l’ideale per la sua valorizzazione. In tutto ciò inoltre sarebbe poi fondamentale almeno un raddoppio del numero degli associati per dare peso all’Enoteca come struttura di attrazione extraterritoriale: dagli attuali 32 soci bisognerebbe passare almeno ad una sessantina per rendere più forte il messaggio di promozione turistica del territorio».

07 dicembre 2016
«Per la casa di riposo mancano i soldi promessi»
Non ci sono solo i casi di via Udine e di Palazzo Locatelli, sede del Comune di Cormons, per quanto riguarda i lavori pubblici in attesa da anni a causa della lentezza burocratica. C’è infatti un’ulteriore opera che da tempo attende il proprio turno, e sembra quasi una telenovela infinita: si tratta del cantiere per la riqualificazione di uno dei piani della casa di riposo di viale Venezia Giulia, una struttura che già ospita 49 posti ma che – con l’intervento di ampliamento previsto da Comune e Regione – sarà in grado di averne ulteriori 35 a disposizione di tutto l’Ambito Alto Isontino. Peccato che, nonostante il progetto sia pronto da tempo e immediatamente cantierabile, manchi all’appello da ormai due anni il motore per far partire l’opera: il contributo regionale da 250 mila euro da tempo promesso dall’amministrazione Serracchiani ma che a Cormons ancora non si è mai visto. «E senza quei soldi non possiamo purtroppo partire, sebbene siamo da mesi, anzi addirittura anni, pronti a realizzare l’opera – allarga le braccia il sindaco Luciano Patat (nella foto) – purtroppo però stiamo attendendo che la Regione sblocchi tutto. Siamo in stretto contatto con quei consiglieri regionali di maggioranza che possono spingere affinché l’amministrazione Serracchiani possa finalmente elargire questo contributo tanto atteso, magari con una posta ad hoc che riguardi esclusivamente la nostra casa di riposo. Senza quel denaro non si può far partire un’opera che non solo Cormons ma tutto l’Isontino attende da anni». (m.f.)

03 dicembre 2016
Commercianti in rivolta Niente Natale in piazza
Lo strappo finale si consuma clamorosamente a pochi giorni dall’inizio delle già annunciate iniziative natalizie: «Non organizzeremo nessuno degli eventi previsti per il Natale a Cormons». A dirlo sono i commercianti dell’associazione Cuormons, che entrano così in piena rotta di collisione contro l’amministrazione comunale. Lo stop agli appuntamenti sotto l’Albero infatti nasce dopo mesi di braccio di ferro con il Comune, e sebbene il presidente provinciale dell’Ascom Gianluca Madriz sottolinei come «non si tratti di una protesta, ma di un gesto forte che vuole sollecitare a rispettare la nostra categoria», ad usare nero su bianco la parola “protesta” sono proprio i commercianti di Cormons su un documento redatto a spiegazione della scelta di incrociare le braccia. Pomo della discordia le continue e ingiustificate mancanze alle promesse fatte dall’amministrazione comunale sulla viabilità di viale Friuli. Non è un capriccio – aggiungono – ma il grido di protesta di chi lavora, vive e paga le tasse su quel tratto di strada». Promesse e modifiche «puntualmente disattese e stralciate con una sufficienza e noncuranza irritanti», si legge ancora nella nota. Dopo mesi di lotta nati dal cambiamento in corso del progetto di riqualificazione di via Friuli, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata risposta dell’amministrazione Patat nei tempi richiesti – entro il 30 novembre – ad una missiva spedita dall’associazione Cuormons in cui i commercianti chiedevano «il mantenimento della lettera d’intenti prodotta dall’amministrazione comunale» qualche settimana prima, in cui si riconosce «l’associazione Cuormons come unico interlocutore con cui confrontarsi per concordare assieme preventivamente qualsiasi intervento riguardante la viabilità di viale Friuli» nonché l’assicurazione che «nessuna azione verrà intrapresa sul tratto di via Friuli fintanto che non verranno stilati Put e Prg». Nei giorni scorsi infatti la giunta Patat aveva votato il via libera allo storno («non ci sono i tempi tecnici per svolgere entro l’anno i progetti previsti inizialmente», la spiegazione del sindaco) di 7mila euro circa da opere di «riqualificazione del verde urbano e per la manutenzione degli edifici scolastici a interventi per la viabilità ed incarichi di progettazione». Scelta che aveva messo sul chi va là i commercianti, che avevano appunto preso carta e penna per chiedere chiarezza in merito entro il 30 novembre. Ma la risposta è arrivata solo ieri mattina: troppo tardi per i commercianti, e quindi addio a eventi come i Kramputsch ed il Babbo Natale in piazza. Resteranno invece quelle organizzate da Comune e Pro Loco. «Decisione che mi amareggia – commenta il sindaco Luciano Patat – perché va contro il bene di Cormons. Via Friuli? Ribadisco che non è prevista nessuna pedonalizzazione, e che l’amministrazione comunale è libera di pensare che sia giusto togliere un paio di parcheggi per abbellire la via con dei fiori. Ricordo che le manifestazioni natalizie di Cuormons sono sostenute da un contributo del Comune di 9 mila euro». Che Cuormons assicura di non aver ancora visto «ma che siamo fiduciosi sarebbero comunque arrivati: il merito della nostra presa di posizione non riguarda però fattori economici, ma il rispetto della parola data» commenta il presidente di Cuormons Paravano.

27 novembre 2016
Cormons, piazza Libertà sarà rifatta completamente
CORMONS. «Non appena otterremo quei soldi rifaremo la piazza per intero». Lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Nardin all’indomani della sentenza della Corte dei Conti che dà torto in percentuali diverse al progettista, l’architetto Alessio Princic (che dovrà versare secondo i giudici 254mila euro al Comune), al Responsabile unico del procedimento, l’allora geometra comunale Luigi Vosca, per il quale la Corte dei Conti ha fissato un esaborso di 8mila euro, all’impresa appaltatrice (cifra ancora da stabilire nel suo importo esatto) e alla stessa amministrazione committente (ma in misura del 2%) e di conseguenza ragione alla controparte. La soddisfazione di Nardin è visibile, e sebbene il responsabile del referato all’Urbanistica sappia che la partita ancora non si è definitivamente chiusa, guarda a come piazza Libertà potrà cambiare una volta ottenuta la quota che – secondo quanto stabilito dai magistrati – l’architetto Alessio Princic dovrà versare al Comune. «Ipotizzo che comunque verrà fatto ricorso sulla sentenza, quindi sebbene quest’ultima sia immediatamente esecutiva credo che le tempistiche per l’ottenimento del denaro in questione, e si parla di 362mila euro, non sarà breve – commenta Nardin -. Ad ogni modo è sicuramente un successo per noi: e nel momento in cui quei soldi saranno nelle nostre disponibilità, immediatamente interverremo laddove la Ctu (Consulenza tecia d’ufficio) ha indicato priorità e criticità». Come, nel dettaglio? «Dovremo lavorare sull’intera piazza. Certo, in modo meno invasivo rispetto a quanto comportò la sua totale riqualificazione sotto l’amministrazione precedente la nostra. Ma indubbiamente dovremo piano piano, a piccoli lotti, rifare tutto il substrato della piazza, ponendo un massetto che sia in grado di sopportare meglio qualsiasi tipo di carico. Questo è stato uno dei grandi problemi di piazza Libertà in questi anni: non poggiando su qualcosa che sia in grado di reggere le pressioni derivanti dal traffico, ha ceduto in più parti. E a testimonianza di come il lavoro non sia stato fatto bene, ci sono anche diversi punti in cui le auto non passano, come i marciapiedi per intenderci, dove sono chiari i segnali di deterioramento ed evidente la necessità di intervenire a sistemare una situazione che si sta facendo pericolosa». Nardin assicura che non ci saranno stravolgimenti clamorosi: «Agiremo su piccole porzioni nel riqualificare la piazza: non ha alcun senso chiuderla nella sua interezza. Opereremo su piccoli tratti che verranno ovviamente chiusi, lasciando però libero tutto il resto. Ripeto, in ogni caso non si tratterebbe di un’operazione invasiva. Ovviamente sarà un intervento che necessiterà di tempo, ma il nostro obiettivo è quello di sistemare una volta per tutte il substrato di piazza Libertà, il vero problema alla base delle rotture e del disfacimento dell’area. Anche se, come detto, attendiamo di vedere come evolverà da un punto di vista dell’iter giudiziario la querelle legale: se sarà presentato ricorso gli eventuali lavori non partiranno chiaramente a breve».

19 novembre 2016
Gli ospiti della casa di riposo diventano attori
La simpatia della ballerina Anita, la galanteria dell’impeccabile Giuseppe, ma anche l’entusiasmo degli altri attori in scena, tutti ospiti ultraottantenni della casa di riposo di Cormons bravissimi nello svolgimento del compito assegnato: Bernardina, Luciano, Cesare, Edda, Anna, Giovanna, Iolanda, Lucia i loro nomi. Hanno strappato applausi a scena aperta, guidati dalla professionalità di Elisa Menon, regista, attrice e cuore pulsante dell’associazione Fierascena che ha portato sul palco di CormonsLibri l’altra sera una piece teatrale davvero unica nel suo genere. Si perché qualcosa come “La cenere e il fiore”, la rappresentazione portata in scena dalla Menon, dalle sue 3 collaboratrici e dagli anziani attori protagonisti, tutti ospiti della locale “Cjase”, non si era mai visto: il messaggio portato dallo spettacolo è quello della convivenza tra generazioni diverse nel reciproco rispetto e nella comune possibilità di apprendere gli uni dagli altri, e la scena forse più emblematica in questo senso è stata quella, dolce e commovente, di Giuseppe che dopo aver salutato una delle giovani attrici presenti sulla scena la ha omaggiata con una rosa che teneva nascosta dietro la schiena, in un’immagine di galanteria d’altri tempi che può e deve essere tramandata alle nuove generazioni. «Il progetto è nato nel 2015 in collaborazione con Renzo Furlano – spiega la Menon a fine spettacolo – il desiderio era quello di portare in scena la vita e le relazioni tra gli esseri umani. La volontà era quella di coinvolgere in questo progetto gli anziani come diretti protagonisti, e Renzo ha avuto la geniale idea che essi fossero gli ospiti della locale casa di riposo. Il teatro mette gli esseri umani nelle condizioni di esprimersi coi loro mezzi e tempi, e per questo è un modo perfetto per dare spazio e voce all’espressività anche di un anziano. Abbiamo così voluto portare relazione e luminosità anche in un ambiente poco conosciuto all’esterno come la casa di riposo. È stato un arricchimento per gli anziani ospiti, ma anche per noi che abbiamo lavorato con loro e spero per il pubblico che ha potuto vedere stasera lo spettacolo».

06 novembre 2016
È tregua, salvo il Natale a Cormons
L’accensione dell’albero di Natale in piazza Libertà alla presenza di un coro Gospel e della banda Città di Cormons che suonerà lungo le vie del centro. Si apriranno così il prossimo 8 dicembre gli eventi natalizi organizzati dall’associazione di commercianti Cuormons. Sotterrata l’ascia di guerra dopo il caso-fioriere di via Friuli che le aveva visti in guerra con l’amministrazione comunale, gli associati del sodalizio di esercenti ripropongono il classico cartellone di appuntamenti dedicato a grandi e soprattutto piccini in occasione dell’ultimo mese dell’anno e dei primi giorni di quello nuovo. Il programma definitivo deve essere ancora messo pienamente a punto, ma già si hanno alcune anticipazioni: una delle novità è la cancellazione della lotteria natalizia dopo il caso dello scorso anno, quando a ritirare il primo premio (un viaggio per due persone a New York) non si presentò né il possessore del biglietto vincente né quello del tagliando sostitutivo. I commercianti hanno quindi deciso di spostare gli sforzi verso altre iniziative, concentrandosi soprattutto verso quelle rivolte ai più piccoli: e se possiamo definire in qualche modo il cartellone natalizio di Cuormons, potremmo chiamarlo proprio come focalizzato verso i bambini e l’allegria del Natale. Detto del programma di massima della prima giornata, infatti, gli altri appuntamenti hanno sicuro appeal verso i ragazzi: tra le proposte, infatti, anche l’arrivo di un gruppo di motociclisti vestiti da Babbo Natale che elargiranno doni ai bimbi, mentre uno dei momenti più attesi sarà sabato 17 dicembre, quando a Cormons torneranno a gran richiesta dopo il successo dello scorso anno i Krampus Skaupaz Toifl, gruppo mascherato di mostri che cattureranno l’attenzione di genitori e bambini nel corso delle loro scorribande per Cormons. Ma il Natale cormonese di Cuormons avrà anche un lato dedicato all’accoglienza e alla condivisione: domenica 18 dicembre infatti nelle vie del centro cormonese sarà possibile assaporare piatti e bevande tipiche dei loro luoghi di provenienza preparati dai 15 richiedenti asilo ospitati sul territorio comunale. La cucina etnica di Pakistan e Afghanistan dunque torna dopo la felice esperienza di un anno fa alla Festa dell’Uva, quando i giovani in attesa dello status di rifugiato presenti a Cormons avevano proposto in uno stand le prelibatezze caratteristiche delle loro terre.

23 ottobre 2016
Soddisfazione dell’Ungrispach per la statua di Massimiliano I
CORMONS. Piena soddisfazione alla notizia che la statua di Massimiliano I d’Asburgo rimarrà in dotazione al Comune è stata espressa dall’Associazione Fulcherio Ungrispach del presidente Gianni Felcaro, che sin dai tempi del fondatore Luciano Stecchina si è battuta per la valorizzazione e la salvaguardia del monumento dedicato alla figura di un sovrano che, come sottolinea il sodalizio, «fu particolarmente benevolo nei confronti della città e a cui si debbono provvedimenti economico sociali che vi portarono a lungo prosperità».
È la vicepresidente dell’associazione Daniela Venier in rappresentanza di tutto il direttivo e del presidente Felcaro, a manifestare la sua gratitudine al presidente della Provincia Gherghetta e al sindaco Patat per l’accordo raggiunto. «L’associazione – spiega Venier – ha colto la
bella notizia all’indomani del suo impegno per la giornata ecologica che ha visto all’opera i suoi numerosi volontari per la pulizia degli spazi verdi dopo la stagione estiva restituendo ad alcuni fra i più suggestivi angoli della città l’ordine e la pulizia della locale tradizione asburgica».

20 ottobre 2016
Cormons si riappropria di Massimiliano
Da ieri c’è anche la firma ufficiale: la statua di Massimiliano passa ora definitivamente dalle mani della Provincia a quelle del Comune di Cormons. La sigla sul documento che sancisce il passaggio di proprietà è stata posta ieri mattina in municipio a Cormons dal sindaco Luciano Patat e dal presidente dell’ente provinciale Enrico Gherghetta: «Il territorio ha saldato i propri debiti con la storia dopo questo atto formale: la statua è tornata nella proprietà di chi l’ha voluta sin dal principio» è stato il commento dello stesso Gherghetta. Patat invece ha ricostruito la vicenda storica che ha contraddistinto il peregrinare del monumento tra le mani dei due enti: «Il primo documento ufficiale che sancisce la volontà del Comune di acquistare una statua dedicata all’Imperatore Massimiliano risale al 1900 – ha spiegato Patat – quando il consiglio comunale ha deliberato il via libera allo svolgimento dell’iter necessario: tre anni dopo il monumento faceva bella mostra di sé in città. L’arrivo degli italiani nel primo dopoguerra ha sancito l’inizio delle traversie della costruzione: cadde in disgrazia come tutto ciò che ricordava l’Impero asburgico, ed al suo posto venne eretto un pilo delle bandiere. La statua venne così abbandonata in un cortile dell’ospedale, dove giacque per anni e da dove il Comune tentò di sbolognarlo più volte anche a pezzi, senza riuscirci. Negli anni Trenta lo acquistò infine la Provincia, che tenne il monumento ai musei provinciali sino ai primi anni Ottanta, quando Massimiliano tornò finalmente e definitivamente a Cormons. Da allora la proprietà è sempre stata della Provincia, anche se la manutenzione era incarico nostro: da oggi Massimiliano diventa anche di proprietà del Comune. Il cerchio si è chiuso».

30 novembre 2016
Cormons, richiedenti asilo a scuola di salute
CORMONS. C’è anche una decina di richiedenti asilo, tutti di nazionalità pachistana, tra i 30 iscritti all’11.o corso di primo soccorso proposto dalla Misericordia cormonese. I migranti hanno infatti chiesto di poter prendere parte all’iniziativa in cui vengono insegnati ai volontari i rudimenti del soccorso di base in caso di necessità, a dimostrazione della volontà da parte dei profughi di stanza a Cormons di integrarsi nel tessuto sociale che li ha accolti. Il corso ha visto la collaborazione tra Misericordia e Comune, che ha messo a disposizione della confraternita guidata dal governatore Andrea Janesch gli spazi. Ma i volontari della Misericordia non si rimboccano le maniche solamente per insegnare a nuovi futuri collaboratori il “mestiere”. Da sottolineare infatti c’è il fatto che ben due squadre della Misericordia cormonese si siano recate a Camerino, a dare il proprio aiuto concreto per risollevare le popolazioni colpite dal sisma di poche settimane fa. Il secondo gruppo – composto da cinque persone – è arrivato in loco nello scorso weekend e ha dato il cambio ad un primo nucleo di volontari cormonesi che si trovava a Camerino con alcuni colleghi della Bassa Friulana, su attivazione della sala operativa delle Misericordia d’Italia, sin dallo scorso 19 novembre. La prima squadra di soccorritori cormonesi era composto da 4 volontari in abbinamento ad altri 5 della Misericordia di Venezia: a disposizione è stata messa un’ambulanza ed un mezzo con funzioni di navetta per portare a Camerino tutte le attrezzature necessarie al supporto delle popolazioni colpite dal terremoto. Gli uomini della Misericordia cormonese affiancano i cittadini che hanno subito ingenti danni alle loro case ora disabitate e situate nella fascia cosiddetta “zona rossa” nel recupero dei propri beni ed effetti personali in coadiuvazione con le unità di Vigili del Fuoco presenti nell’area. Per la Misericordia cormonese è l’ennesima esperienza sul campo dopo una calamità naturale: i volontari avevano già partecipato infatti all’aiuto in loco durante le emergenze sempre tra Marche ed Umbria nel 1997 e 1998, in Albania nel 1999, in Piemonte nel 2000, in Molise nel 2002, all’Aquila nel 2009. Non solo: a Camerino ha ottenuto l’importante compito di coordinare tutte le attività delle Misericordie del Triveneto e dell’Emilia-Romagna presenti nel luogo.

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